Nel quadro della più ampia iniziativa denominata Next Generation UE, il cui primo pilastro è rivolto al “Sostegno agli Stati membri per investire in riforme”, la Commissione Europea destina 55 miliardi di euro al rafforzamento dei programmi operativi cofinanziati dalla Politica di coesione nel periodo 2014-20. Di questi 5 da rendere disponibili già per il 2020 (solo per FESR/FSE), mentre le rimanenti risorse distribuite per le annualità 2021 e 2022.

L’esigenza nasce dalla circostanza oggettiva che l’unico modo per dare immediata risposta alle conseguenze prodotte dalla pandemia sul piano economico e sociale degli Stati membri è utilizzare al meglio e con una maggiore flessibilità (vedi CRII e CRII+) le risorse finanziarie ancora disponibili dell’attuale ciclo di programmazione, integrandole con risorse aggiuntive il cui utilizzo è vincolato al contrasto degli effetti del COVID-19.

È bene subito chiarire che le risorse aggiuntive di ReactEU sembrano non configurare alcuna proroga dell’attuale termine di ammissibilità della spesa dei PO, che rimane fissato al 31 dicembre 2023.

Le risorse di ReactEU, infatti, andranno ad integrare il QFP 2014-20 e saranno disciplinate secondo le disposizioni del Regolamento sulle disposizioni comuni (Reg. UE 1303/2013), comprese evidentemente quelle famigerate relative al disimpegno automatico (regola del c.d. “n+3”).

La dotazione finanziaria di ReactEU non sarà distribuita tra gli Stati membri in un’unica soluzione, ma potrà subire revisioni su base annuale in forza dei dati statistici più aggiornati sugli effetti della pandemia sui sistemi economici e sociali nazionali. Il riparto avverrà sulla base dei seguenti indicatori:

  • Impatto economico e sociale della crisi;
  • Livelli occupazionali dei giovani;
  • Livelli di prosperità delle economie degli SM.

Le risorse di ReactEU dovranno confluire all’interno di un nuovo obiettivo tematico “Fostering crisis repair in the context of the COVID-19 pandemic and preparing a green digital and resilient recovery of the economy” e non potranno essere utilizzate per altre finalità, né sarà consentito il travaso di risorse finanziarie provenienti da altre priorità.

A tal fine, la Commissione prevede la duplice possibilità di inserire questo nuovo obiettivo tematico all’interno di PO esistenti o di creare un nuovo PO ad esso integralmente dedicato, la cui gestione dovrà essere affidata ad un’autorità di gestione già titolare di un PO in corso di attuazione (non è quindi prevista una nuova designazione).

La Commissione precisa che per le risorse aggiuntive di ReactEU potrà avvenire anche al di fuori dei meccanismi di ripartizione tra categorie di regioni, seppur raccomanda il permanere di un focus specifico sulle Regioni meno sviluppate, proprio al fine di evitare di alterare le finalità specifiche della Politica di coesione.

Le risorse aggiuntive potranno essere utilizzate per interventi nei seguenti settori principali:

  • Economia verde;
  • Ripresa digitale e resiliente:
  • Sostegno all’occupazione;
  • Lavoro e misure di sostegno all’occupazione giovanile;
  • Sostegno ai sistemi sanitari nazionali;
  • Sostegno al capitale circolante delle PMI;
  • Rafforzamento dell’accesso ai servizi sociali di interesse generale e per i bambini;
  • Rafforzamento del FEAD – Fund for European Aid to most Deprived.

In deroga agli obblighi tradizionali di cofinanziamento degli Stati membri, le risorse aggiuntive di ReactEU potranno essere spese utilizzando il cofinanziamento dei Fondi SIE al 100%. Tale indicazione, fa il paio con la finalità precipua di queste risorse di agire come un booster per l’efficacia delle misure di rilancio e di contrasto agli effetti della pandemia.

La programmazione delle risorse di ReactEU avverrà con maggiore flessibilità, non dovendo sottostare alle regole di concentrazione tematica, ai vincoli di destinazione specifica per lo sviluppo urbano sostenibile o alle condizionalità ex-ante.

In tal senso, è prevista l’erogazione già nel 2020 di un prefinanziamento del 50% da utilizzare comunque entro il termine di chiusura dei PO; per le successive annualità resta valido il meccanismo di prefinanziamento annuale.

Prevista la possibilità di destinare fino al 4% di tali risorse aggiuntive a servizi di assistenza tecnica, tanto più perché si prevede una forte accelerazione dell’utilizzo delle risorse (tema su cui ultimamente il nostro Paese arranca un po’).

A ribadire la terzietà delle risorse aggiuntive di ReactEU, la Commissione precisa che dovranno essere assolti specifici adempimenti di pubblicità ed informazione proprio a titolo di “ReactEU” in modo da distinguere le operazioni finanziate da quest’ultimo, da quelle attuate con risorse ordinarie dei Fondi SIE.

Per valutare l’uso efficace ed efficiente di tali risorse, la Commissione prevede l’esecuzione di almeno un esercizio valutativo tematico entro il 31 dicembre 2024.

ReactEU, insomma, ambisce ad essere una sorta di ponte tra le prime risposte emergenziali date dalla Commissione con il CRII e la ripresa di medio-lungo termine che prenderà forma nel quadro del nuovo periodo di programmazione 2021-27, di cui in sostanza condivide ed anticipa già i relativi obiettivi strategici.

A fronte della maggiore flessibilità data dalla Commissione per l’utilizzo dei Fondi SIE e a questo punto anche delle maggiori risorse finanziarie che saranno rese disponibili da ReactEU per questa coda del ciclo di programmazione 2014-20, viene da chiedersi se le nostre amministrazioni responsabili dell’attuazione dei PO sapranno accogliere la sfida e utilizzare con la massima efficacia e rapidità tali risorse.

L’impegno è evidentemente gravoso, ma giustificare alla collettività un uso parziale e non tempestivo di tali provvidenze in un momento difficile come questo, sarebbe una responsabilità ben più grave.